mercoledì 17 ottobre 2012

Il bello della quotidianità


Dopo tanti eventi da maggio fino a fine agosto, ora è ritornato il tempo della normalità, della quotidianità. Sono finite le visite, anche se le novità non sono terminate. Con il Capitolo Generale delle Sorelle della Sacra Famiglia c’è stata l’elezione della nuova madre generale, è brasiliana e si chiama sr Marinete, è sorella di sr Ducilene, e con il rientro di sr Giulia abbiamo ricevuto la bella notizia che il prossimo anno arriverà una nuova suora dal Brasile per rimanere qui con noi… non vediamo l’ora di accoglierla!
Questi mesi sono passati davvero velocissimi, con l’agenda sempre strapiena di impegni, incontri, formazioni, attività e visite! E senza rendercene conto qui è arrivata l’estate. Il clima sta cambiando: il caldo aumenta e l’ambiente attorno è sempre più secco. 

Ma facciamo un passo indietro per non perdere il filo... A partire da aprile-maggio era arrivato il tempo della raccolta dei prodotti: le machambe rigogliose dopo la stagione delle piogge si erano riempite di colori e persone per la colheita (raccolta) di arachidi, mais, fagioli, mandioca, mapira, e ortaggi. Tutto attorno era molto verde e vivo! Le persone tornavano dalla machamba con un gran sacco sulla testa, anche i più piccolini avevano sempre qualcosa sulla testa e in mano un pezzetto di mandioca fresca. I prodotti raccolti venivano stesi per terra davanti alla casa per seccarli, e poi venderli o conservarli come sementi per il periodo delle piogge. Era bello pensare che finalmente per la gente era finito il periodo duro della fame, ed era arrivato il momento di fare un bel sospiro di sollievo.
Per noi era arrivato il periodo di abastecer (rifornire) i magazzini della parrocchia, del lar, del centro nutrizionale, quindi dovevamo comprare grosse quantità di mais, fagioli e arachidi. Per quanto riguarda il lar, solo una piccola parte del rifornimento si ottiene dal raccolto della machamba del lar di fagioli e arachidi, il resto si deve comprare. I prodotti che vengono immagazzinati devono durare fino alla successiva raccolta, quindi circa un anno. Quando si comprano la prima cosa da fare è seccarli bene al sole, stendendoli su dei grandi teli di plastica, poi immagazzinarli nei grossi bidoni di ferro o plastica ben scaldati al sole per evitare che si formino umidità o insetti che rovinerebbero il prodotto.
La raccolta di mais e fagioli è terminata già da un bel po’. Ora la gente sta finendo di raccogliendo la mandioca rimasta nel campo per seccarla e venderla. Il periodo della fartura (“abbondanza”) sta terminando e tra poco comincerà un’altra volta il periodo critico: con sempre meno acqua e cibo.
In questi mesi nella parrocchia è continuata la raccolta dei prodotti agricoli che serviranno per l’alimentazione dei ministri negli incontri di formazione, quasi ogni settimana, uno per ogni ministero (catechisti, anziani, famiglie, donne, giovani, consiglieri, giustizia e pace, comunicazione sociale, salute, caritas, ecc.) con cadenza più o meno trimestrale. Ad ogni incontro dovrebbe partecipare un rappresentante per ogni comunità, che in totale sono 70. Il contributo in prodotti di mais, fagioli e arachidi, che ogni comunità deve consegnare, è una forma auto sostenibilità della parrocchia; la contribuzione non copre interamente la spesa per i pasti ma contribuisce in larga parte. Con la cassa della parrocchia si comprano poi olio, sale, cipolle, zucchero, riso e fagioli manteiga (un altro tipo di fagioli). Le comunità possono portare i loro prodotti qui in parrocchia o nelle comunità dove i padri celebrano le messe. Il bilancio di quest’anno è stato molto positivo, con un contributo in prodotti del 98% che corrispondono a più di 2 tonnellate di mais, 1 di fagioli e circa mezza di arachidi. Ma non è stato facile arrivare a questa percentuale, basti pensare che a fine luglio, scadenza fissata per la consegna delle contribuzioni, solo il 50% circa delle comunità avevano contribuito, ma grazie a un lavoro di sensibilizzazione da parte dei nostri animatori zonali il risultato è stato positivo. Occuparmi della raccolta dei prodotti mi ha impegnato molto, ma per fortuna potevo sempre contare sull’appoggio dell’instancabile José, il nostro lavoratore della missione, che mi consigliava e accompagnava e nel frattempo raccontandomi anche la storia della missione.
È bello vedere l’impegno delle persone che dedicano lavoro, tempo e impegno per la machamba della comunità, a volte contribuendo di tasca propria per comprare un pezzetto di terra e lavorarla tutti insieme. Ma quello che più tocca il cuore è che ognuno di loro, finito di lavorare nei propri campi, dedica un po’ di tempo al campo della comunità, chi per la semina, chi per zappare, chi per raccogliere i prodotti. Ovviamente tutte le comunità sono differenti e ci sono quelle che riescono a produrre molto, quelle che producono meno, quelle più sensibili e quello meno sensibili. L’obbiettivo della machamba comunitaria è appunto quello di rendere auto-sostenibili le singole comunità e quindi tutta la parrocchia. Le quantità di prodotto raccolte quest’anno superano l’effettivo consumo annuale, pertanto si riuscirà a vendere del prodotto per sostenere seppur in minima parte altre spese della parrocchia. Dal punto di vista delle comunità, quelle più organizzate, con una machamba grande, oltre a contribuire hanno venduto i loro prodotti e con il ricavato hanno migliorato la cappella, chi con il tetto in lamiera, chi con le pareti di cemento.. insomma piccoli ma significativi passi in avanti per lo sviluppo e l’auto sostentamento.
Mentre Nicolò era impegnato nei magazzini io continuavo la mia attività nel lar con le ragazze e mamã Amida. Il mese di giugno è stato un po’ difficile perché era il mio primo mese nel lar senza Lucia, quindi dovevo prendere le misure del mio nuovo ruolo. Si sa, all’inizio le ragazze tentavano di guadagnare qualcosa, un po di cibo, materiale scolastico, un’uscita per visitare un famigliare..mi sperimentavano presentandomi ogni giorno le richieste più svariate..non è stato facile..ma poco a poco sono riuscita ad instaurare un rapporto positivo ed incoraggiante sia con loro che con mamã Amida. Nei mesi ho conosciuto le famiglie delle ragazze e questo è stato ed è molto utile per inquadrare meglio ognuna di loro, capire un po’ delle loro storie, della loro situazione. Ad agosto c’è stata la riunione con tutti i responsabili dell’educazione, e rispetto alla prima riunione di aprile, in questa mi sentivo molto più sicura e a mio agio.
Nei mesi di luglio ed agosto anche le ragazze si sono divertite molto con le visite arrivate qui in missione, erano entusiaste di conoscere os vovos (i nonni) da Itália e os jovens. Li hanno accolti con il loro entusiasmo contagiante, che a parole non rende davvero l’idea, con canti, sorrisi, balli. Con i giovani di Verona abbiamo imparato nuovi canti e bans divertenti, abbiamo fatto varie attività di disegno, lavoretti con la terra, e braccialetti.
A settembre l’evento super atteso per le ragazze del lar: il passeio (la gita)! Quest’anno la gita è stata a Nacala nella scuola femminile (Escola feminina) per una giornata davvero speciale. La scuola è gestita dalle suore comboniane, lì ci sono scuola e internato dove vivono e studiano circa duecento ragazze. Altre ragazze sono alunne esterne, entrano solo per frequentare le lezioni. L’insegnamento è di alto livello, e la scuola è molto ben organizzata con biblioteca, sala informatica, laboratorio di chimica, radio interna, ecc.. Quest’anno la scuola ha pensato di organizzare una giornata tematica invitando alcuni lar femminili, tra cui Namahaca, Chipene, Alua, Mueria, Carapira, Nampula, per riflettere sul tema: La donna promotrice di giustizia e pace nella famiglia, nel lavoro, nella società e nel mondo. Ogni lar era invitato a presentare e condividere una propria attività su questo argomento. L’organizzazione della giornata da parte della scuola femminile è stata impeccabile, alternando interventi formativi e attività ricreative: teatro, danza moderna, canti, sfilate, balli, poesia proposte dalle varie classi della feminina, a cui si sono aggiunte le attività presentate dagli altri lar. Erano presenti circa 350 alunne e tutta la sala si è riempita di allegria e creatività. Con le ragazze abbiamo iniziato a preparare il nostro lavoro già a luglio, riflettendo sul tema e preparando dei canti e dei cartelloni, che abbiamo disegnato con l’aiuto dei giovani arrivati ad agosto. I disegni mostrano alcune scene di vita quotidiana in cui la donna sta promuovendo la giustizia e la pace nella sua famiglia curando gli aspetti dell’istruzione, della salute e dell’igiene.
La gita l’1 di settembre è stata una giornata davvero speciale. La vigilia le ragazze non hanno chiuso occhio tanta era l’emozione di quello che le aspettava, all’alba erano già tutte pronte sul cancello, entusiaste di poter finalmente partire, e durante tutto il viaggio da Namahaca a Nacala hanno cantato a squarcia gola. L’attività nella scuola femminile è durata tutta la mattina e si è conclusa con il pranzo. La nostra rappresentazione è andata benissimo e ha riscosso l’entusiasmo del pubblico, sia per i disegni, che per le canzoni, in particolare per il canto finale “yee yee yee” imparato con i giovani di Verona, che proprio grazie a loro è diventato il ‘canto dell’estate’ dei giovani di tutta la parrocchia di Namahaca. (Vi diamo il link al sito delle suore comboniane dove potete trovare anche alcune foto). Terminate le attività nella scuola, siamo andati al mare! Lì abbiamo pranzato al sacco e le ragazze si sono divertite in spiaggia. Che bello vederle, la gioia era incontenibile, per alcune di loro era la prima volta al mare!
Per le ragazze non è stata semplicemente una gita ma un’importante occasione di formazione sul tema della donna e il suo ruolo nella famiglia e nella società. Grazie a questo invito e al fatto che dovessimo preparare un’attività, nei mesi di luglio e agosto abbiamo fatto degli incontri per riflettere su cosa volesse dire che la donna è promotrice di giustizia e pace nella famiglia, nel lavoro nella società. Erano molto interessate e incuriosite dall’argomento ed era la prima volta che riflettevano su questo tipo di tema. Gli incontri fatti qui nel lar sono stati utili per stimolare in loro delle riflessioni, approfondire la conoscenza e prepararle a percepire meglio i temi dibattuti a Nacala, dove da una parte è stato messo in risalto il ruolo fondamentale della donna nella famiglia, nel lavoro e nella società, dall’altro è stato lanciato un appello per tutte le ragazze presenti sull’importanza della formazione e dello studio, incoraggiandole a saper prendere delle decisioni e lottare per il proprio futuro promuovendo la giustizia e la pace. Scrive suor Elisabeth (missionaria comboniana della feminina di Nacala): “il tema proposto richiama la visione profetica che ebbe 140 anni fa san Daniele Comboni, fondatore dell’istituto delle suore comboniane. Comboni credeva nell’ “onnipotente ministero delle donne per l’evangelizzazione e la trasformazione dell’Africa.”
Parabéns a questa attività organizzata dalle suore comboniane della scuola femminile. Mi hanno colpito tutti i temi dibattuti, presentati dalle relatrici in maniera semplice e chiara, in particolare la parte in cui si parla che la donna è pilar (pilastro) nella famiglia, è pwyamwene (regina), è lei che custodisce e tramanda tutti i segreti del clan, che trasmette i valori e i consigli. E’ stata data molta importanza al tema dell’istruzione, della formazione per un futuro migliore: “istruire una donna è istruire una generazione intera”. Mi hanno colpito tantissimo la passione, la semplicità e l’entusiasmo con le quali tutte le ragazze hanno presentato le attività che avevamo preparato. Parabéns!
Ora siamo ad ottobre è tempo di provas a scuola (compiti in classe), il 26 di ottobre finirà l’anno scolastico, le ragazze della sesta classe andranno a casa, mentre quelle di settima rimarranno qui fino a metà novembre per fare gli esami (sarebbero i nostri esami di terza media). Ripensando un po’ a questo primo anno nel lar con le ragazze, il bilancio è positivo, certo difficoltà e imprevisti non sono mancati e non mancheranno, ma ne vale la pena. Lavorare nel lar non vuol dire solo dare regole e fare in modo che le ragazze le rispettino, è molto di più, è un’esperienza umana e culturale a 360 gradi. Certo quest’attività assorbe molto tempo ed energia perché è come avere 26 figlie, inoltre c’è da curare il rapporto con la scuola, con le famiglie e con mamã Amida, sedendomi con lei a conversare per cercare di capire le varie dinamiche culturali e relazionali nel lar, o conversare con un familiare per ascoltare una preoccupazione o un problema. Mi sto accorgendo che tutto questo è quel vivere accanto alla gente, con la gente, con i loro ritmi, il loro sistema, il loro modo di fare, il loro modo di pensare e raccontare, la loro cultura. A volte mi sembra di perdere tempo, arrivo a fine giornata avendo conversato tanto, o meglio ascoltato tante ‘storie’ e concluso poco, poi ci penso e mi accorgo che invece è una ricchezza.
In questo periodo è continuata l’attività di divulgazione della legge della terra che stiamo facendo a livello parrocchiale con la commissione di giustizia e pace. È un lavoro molto importante per aumentare la consapevolezza e la conoscenza dei diritti sulla terra. Ottenere un documento di delimitazione dei confini della zona dove si vive è molto importante e soprattutto urgente in questo periodo in Mozambico in quanto stanno arrivando e sono arrivate diverse multinazionali a ‘comprare’ immense aree di terreno (date in concessione dal governo), spesso abitate e coltivate dai locali, per i loro scopi: miniere di carbone, fosfati, gas.. In queste zone di interesse, i locali vengono spesso dislocati verso altre zone, perdendo la loro terra e i loro diritti. Per loro la terra è vita, è la loro identità, li vivevano os antepassados (gli antenati), la terra racconta la loro storia, la storia della loro famiglia e racconterà quella dei loro figli. Obiettivo del nostro lavoro è divulgare ciò che sta scritto nella legge mozambicana per aiutare le persone a prendere coscienza dei propri diritti e per fare in modo che non si sentano soli ma uniti tra di loro per difenderli. È un’attività che non viene fatta solo nella nostra parrocchia ma in tutte le parrocchie della diocesi.
Con settembre è terminato anche il primo anno del progetto micro-credito finanziato dall’associazione G.A.M.P. di Dossobuono. 30 Piccoli prestiti annuali di 1000 Meticais, che sono circa 20 € pochi direte voi, ma per i contadini che sono riusciti ad entrare nel progetto è stato un grande aiuto! Obiettivo del progetto non è solo il miglioramento della produzione agricola ma anche uno sviluppo e miglioramento delle condizioni generali della famiglia, infatti per passare al secondo anno di prestito, i beneficiari, oltre alla restituzione del credito ricevuto, devono dimostrare di aver adempiuto con le clausole del progetto: ottenere un documento di identità per i componenti della famiglia, mandare i figli a scuola, (per le mogli, figlie) partorire all’ospedale, e costruire una latrina.
Dei 30 che hanno partecipato l’anno scorso (2011-2012) in 17 hanno restituito il prestito, per noi è stata una buona risposta considerando che era la prima volta di un’attività di questo tipo. Di questi, quelli che hanno rispettato le condizioni del progetto sono stati 11, loro sono passati al secondo anno ricevendo il doppio del valore rispetto il primo anno. Siamo partiti anche con un nuovo gruppo, si tratta di altri 21 contadini che hanno partecipato alle formazioni e passato positivamente il test. Durante l’anno i beneficiari vengono accompagnati con degli incontri di formazione con un tecnico dell’agricoltura, e degli incontri periodici di verifica e valutazione sull’andamento del lavoro, a ciò si aggiunge la visita e sopraluogo in alcune machambe, sempre con la presenza del tecnico, per una valutazione in loco.
Siamo già a metà di ottobre, metà del mese missionario, che quest’anno vede l’apertura di un evento molto importante: l’anno della fede. Per noi della diocesi di Nacala, giovedi 18 ottobre nella Cattedrale ci sarà l’apertura ufficiale con una celebrazione presieduta dal nostro Vescovo dom Germano dove tutte le parrocchie sono invitate. Domenica prossima invece ci sarà ‘l’apertura’ dell’anno della fede in tutte le comunità della nostra parrocchia, dando così inizio a questo anno di grazia. In equipe e con il consiglio pastorale abbiamo pensato a delle attività per vivere nelle comunità e nella nostra parrocchia per questo anno dedicato alla fede. Vi aggiorneremo nei prossimi post o molto più probabilmente di persona perché tra un mese saremo a casa! Dal 12 novembre al 16 dicembre saremo a Verona per abbracciarvi tutti, raccontarci un po’ delle nostre vite e matar saudade!! Non vediamo l’ora!!!

Buon mese missionario e anno della fede.. ognuno nella propria machamba, con l’aiuto di Maria per far risplendere con la nostra vita la Parola della Verità!

Un abbraccio forte, e grazie a tutti!
A prestooooo =)
Franci e Nico

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